Quali sono le produzioni tipiche dei Nebrodi?

La millenaria civiltà dei contadini e dei pastori nebroidei si riflette in numerose produzioni artigianali. Ricami di tovaglie e lenzuola eseguiti a mano, ceste e panieri di giunco o canna, oggetti per uso agricolo in legno o ferla, lavorazione della pietra e del ferro battuto, realizzazioni, con antichi telai, di colorate stuoie e tappeti (pizzare), produzione di pregevoli ceramiche sono i segni tangibili dell’operosità e della fantasia del popolo dei Nebrodi.
I prodotti alimentari trovano la loro massima espressione in quelli caseari: il dolce o piccante canestrato, il gustoso pecorino, la profumata provola e la delicata ricotta vengono, ancora oggi, lavorati dalle sapienti mani dei pastori. Rinomati sono, inoltre, i salumi ottenuti con le carni del suino nero dei Nebrodi; pregiate sono le produzioni d’olio d’oliva, miele, nocciole, pistacchio e frutti di bosco; saporite le conserve dei pomodori, funghi e melanzane; molto apprezzati i dolci (pasta reale, chiacchiere, ramette, crispelle, latte fritto, giammelle, pasta di mandorle). La cucina è sobria ed essenziale e riserva sapori antichi (maccheroni fatti a mano, castrato alla brace, capretto al forno) da gustare anche nei caratteristici locali di ristoro (barracche).

Qual’è il clima dei Monti Nebrodi?

I complessi boschivi incidono notevolmente sul clima del territorio nebrodense, che si caratterizza per avere, diversamente dalla costa e dal resto della Sicilia, inverni lunghi e rigidi con temperature inferiori a -10 °C, ed estati calde ma non afose.
Le temperature delle zone interne, pur variando da un’area all’altra, generalmente si mantengono fra 10 e 12 °C nella media e alta montagna, mentre la piovosità, fortemente correlata all’altitudine e soprattutto all’esposizione dei versanti, varia da un minimo di 600 mm ad un massimo di 1400 mm. Fenomeni come la neve e la nebbia sono assai frequenti e fanno sì che si crei quel giusto grado d’umidità necessaria per l’esistenza di alcuni tipi di bosco. Il lento deflusso delle acque meteoriche verso valle, la condensazione e le piogge occulte favoriscono, infatti, la permanenza del faggio che, grazie alle sue foglie ovali provviste di peluria, è in grado di trattenere l’acqua di condensazione riuscendo a superare i lunghi periodi siccitosi.

E’ vero che il dialetto di Valguarnera risente di fonemi arcaici?

Il dialetto valguarnerese, detto anche carrapipano, è un miscuglio di influenze fonetiche che fonda le proprie radici sul greco antico; il latino, passando per il gallo-italico, lo spagnolo e l'arabo-bizantino. Perciò le numerose parole, i detti, le espressioni, sembrano rimarcare in modo tanto evidente, il percorso storico delle varie invasioni che nel tempo si sono susseguite sull'isola. Così il detto: "U signur è rann" (Dio è grande), ci fa intuire la sua origine araba, tuttora utilizzata in medio-oriente: "Allah Akbar".

Che tipo di gastronomia troverò?

La gastronomia del messinese non si ferma al capitolo pesce (presente nei comuni sul mare) ma abbraccia una serie di prodotti più legati alla pastorizia, concentrata prevalentemente nella zona dei Nebrodi. Qui, oltre a piatti di carne proveniente da capi allevati nella zona, si trovano prodotti dell'attività caseari quali il canestrato, il pecorino, la ricotta e la provola. Tipico anche il salame (tipico il Sant'Angelo di Brolo), la cui materia prima è la carne di maiali di diverse razze tra cui quella del maiale nero dei Nebrodi. Tra gli ingredienti anche il peperoncino che caratterizza il salame di San Marco d'Alunzio, differenziandolo da quello di Sant'Angelo di Brolo. Tra i prodotti degno di nota è il capocollo servito anche nella sua variante affumicata. Altro capitolo della cucina messinese è quello riguardante i dolci; soprattutto nelle giornate estive,la granita al limone, al caffè o alla fragola. Della tradizione fanno parte la pignolata (dolce di strutto, uova, zucchero, limone e cioccolato), il riso nero (riso cotto nel latte con l'aggiunta di cioccolato fondente e mandorle), i pasticciotti di carne e i cardinali, dolci tipici di Patti e le crocchette dolci di riso.

Che tipo di dialetto si parla in questi territori?

In provincia si parla il dialetto messinese, variante del siciliano. In alcuni centri è parlato un idioma gallo-italico: Acquedolci, Fondachelli-Fantina, Novara di Sicilia, San Fratello e San Piero Patti. I comuni dell'area sud – ovest della provincia risentono dell'influenza dalla parlata ennese, quelli della provincia sud dalla cadenza catanese, i comuni della parte ovest dal palermitano.

Che tipo di clima trovo in provincia di Messina?

Il clima della provincia di Messina è, di massima tra i più miti della Sicilia ma è anche il più piovoso. In media, d'estate, le temperature massime si mantengono sotto i 42 °C e d'inverno raramente al di sotto dei 14 °C. Le città costiere, in particolare quelle vicine allo Stretto, hanno una bassa escursione termica; la temperatura è mite di giorno ma la più elevata, in Italia, di notte. Questo comporta una temperatura mite d'inverno ma afosa d'estate. L'inverno si presenta mite ma freddo nei paesi montani a 1200 m soprattutto nella zona interna dei Nebrodi. In provincia si trova il comune più alto della Sicilia, Floresta, a 1275 metri sul livello del mare.

Quali sono le caratteristiche del territorio?

Il territorio è prevalentemente montuoso, ad eccezione delle piane alluvionali alle foci dei corsi d'acqua. La pianure più estese sono: la Valle del Mela, nel territorio comprendente Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, i due centri più popolosi della provincia (dopo il Capoluogo) e la Valle del Niceto.
Le catene montuose dei Monti Peloritani (fino a 1300 m) e dei Monti Nebrodi o Caronie (fino a 1900 m), con l'omonimo Parco Regionale Naturale, rappresentano la continuazione naturale dell'Appennino continentale in territorio siciliano, e ricadono in parte nella macro-area della Sicilia centrale.

Sono presenti corsi d’acqua sul territorio?

I corsi d'acqua che attraversano il territorio sono, oltre ai citati torrenti Mela e Termini, quelli del Longano e dell'Idria che hanno un regime a carattere torrentizio e quindi normalmente con portate modeste che tuttavia divengono impetuose nei periodi di maggiore piovosità. Il Longano, in particolare, separa Barcellona e Pozzo di Gotto ed ha dato vita alla piana alluvionale di Barcellona; il suo greto, confinato entro la stretta arginatura borbonica, in passato raggiungeva una larghezza chilometrica con una portata notevole e frequenti allagamenti dei territori circostanti tanto che ancora l'11 dicembre 2008 e il 2 novembre 2010, la forza delle acque ruppe gli argini in più punti.

In che periodo posso pianificare il mio tour in bici in Sicilia?

Ogni stagione ha il suo speciale fascino. Il clima della Sicilia è notoriamente mite: la primavera inizia molto precocemente, e i mesi di marzo, aprile e maggio offrono spessissimo splendide giornate di cielo terso. A fine aprile, in particolare, la natura esplode in tutto il suo splendore e offre scenari di rara bellezza.
Anche l'inverno tarda ad arrivare, e l'autunno si presenta pure come un periodo ideale per il turismo in bicicletta, in particolare tra i mesi di settembre/novembre.

Cosa devo considerare prima di una vacanza in bici?

Prima di inziare un percorso, ponetevi alcune domande fondamentali:

Interessi - Castelli, attività per le famiglie, vino, cucina regionale?

Natura e paesaggio - montagne, foreste, pianure, fiumi, il mare?

Cultura locale - Preferire un ambiente "familiare" a voi o uno più esotico?

Lingua - Pronti ad accettare la sfida dei dizionari di traduzione e del linguaggio dei gesti?

Clima - Caldo o più temperato?

Preparazione - Ho la preparazione atletica sufficiente a far fronte alle fatiche dei giri in bici?

Durata - Quanto tempo destinare alle escursioni e quante al relax?

Perché preferire un tour operator locale?

Siamo convinti che il modo migliore per vivere una nuova terra e la cultura è, con la guida di gente del posto. Ecco perché Sicilybike.com incoraggia gli operatori locali all'approntamento di specifici pacchetti turistici per i ciclisti, che includano esperienze significative in termini di engastronomia locale, visite culturali e appuntamenti presso le aziende del luogo.

Perché girare in bicicletta?

Il turismo in bicicletta è forse il modo migliore per vivere veramente il paesaggio e la cultura di una regione le caratteristiche uniche del terreno, l'odore dei fiori o maturazione delle uve, i suoni della fauna selvatica, per conoscere le persone del luogo, per scoprire i tesori nascosti dei piccoli centri. Come scrisse Hemingway, illustre viaggiatore: "viaggiare in auto, in treno o in autobus è come guardare un bel film. Viaggiare in bici è invece come essere dentro al film."