Gli eventi sul territorio

Le Tavolate di San Giuseppe a Valguarnera

San Giuseppe, padre putativo di nostro Signore, particolarmente amato dai cittadini di Valguarnera che, nel giorno della festa del papà (19 marzo), lo ricordano con le classiche "Tavolate di San Giuseppe" (tavole imbandite di tante cibarie e pane modellato con le immagini sacre di angeli e simboli del falegname). È tradizione che a queste tavolate preparate dai devoti come ex voto, vi partecipino diverse figure chiave della vita di Gesù: la Madonna, il bambino e lo stesso San Giuseppe (la Sacra Famiglia), rappresentati da vere e proprie comparse sedute dinanzi alla tavola imbandita. Un'altra Sacra Famiglia, scelta dal parroco della chiesa tra i volontari, sfila per le viuzze del paese con costumi tipici. Maria è sempre rappresentata da una giovane ragazza e come da tradizione è il padre a tenerle ben ferma sul capo la pesantissima corona; sia lei che San Giuseppe, tengono per mano il piccolo Gesù. Oltre al pane, conosciuto ai più non solo per la forma, vi sono piatti tipici della tradizione, quali la pasta con il miele; la pagnuccata; cardi e broccoli fritti, oltre che dolci regionali come il cannolo o il bocconcino. Durante tutta la giornata i fedeli confluiscono presso la Chiesa di San Giuseppe per portare al Santo delle lunghe candele di cera detti in dialetto locale "m'bracul" (miracoli), come segno di riconoscenza o una richiesta specifica di qualche miracolo. Per tale evento sono tanti gli emigrati che tornano a godersi la festa, potendo gustare i piatti tipici della tradizione popolare e ammirare le particolari processioni di cavalli e cavalieri che portano sacchi di frumento presso la Chiesa di San Giuseppe (fondata nel 1911) che poi distribuirà ai poveri il dono ricevuto. La banda musicale esegue in modo incessante la tipica marcia del "Chichirichi". Per questa straordinaria devozione, in onore dei succitati santi, Valguarnera conta il maggior numero di cittadini con il nome Cristoforo e Giuseppe.



Venerdì Santo a Valguarnera

Molto particolare anche la processione del Venerdì Santo, probabilmente introdotta qualche secolo fa per la grande influenza di cittadine come Caltanissetta ed Enna. Valguarnera festeggia anche San Francesco e Santa Lucia. Per quest'ultima vi è l'usanza molto diffusa nell'ennese, di cucinare una determinata pietanza, la "Cucìa", fatta mettendo a bollire del frumento condito poi con olio e sale. Secondo il costume popolare, i chicchi della "Cucìa" rappresenterebbero per la loro forma particolareggiata, gli occhi della Santa, protettrice dei ciechi. La sera i vari quartieri accendono i fercoli, particolari torce denominate "Pagghiul" (Paglioli) che serviranno a loro volta a dar fuoco a "U Burgi", un falò.
Ogni processione religiosa è seguita dalle confraternite, delle vere e proprie congregazioni istituite dai "confratelli" e dalle "consorelle" che presiedono in nome delle varie chiese, le processioni per le vie cittadine muniti di candele e foulard di colore differente a seconda della confraternita che rappresentano. Dinanzi a ogni gruppo vi è una sorta di gonfalone con l'immagine del Santo a cui si è devoti; a loro precede la banda cittadina.



Festa a Barcellona Pozzo di Gotto

Da ricordare la festa di San Rocco (il 16 agosto). Da tantissimi anni il santo viene trasportato su una nave per tutta la costa barcellonese, che si estende da Spinesante (al confine con Terme Vigliatore) a Calderà (al confine con Milazzo) e la processione delle Varette che si svolge il Venerdì Santo, quando per le vie della città contemporaneamente sfilano due processioni composte da ventisei Vare raffiguranti i misteri della Passione, inserite nei Riti Pasquali della Sumana Santa o "Santa Sumana". La Processione delle Vare, forse un lascito spagnolo, si ripete ininterrottamente dal 1621 per Pozzo di Gotto, e dal 1871 per Barcellona. Dietro ogni Vara i Gruppi Visillanti intonano la Vexilla Regis, una polifonia di voci dagli accenti drammatici, con sfumature arabe. Accompagnano l'Urna del Cristo Morto i Giudei. Quelli barcellonesi indossano il costume con mantello scarlatto tipico dell'epoca messianica. I Giudei pozzogottesi si caratterizzano per un pesante e folkloristico elmo in piume di pavone, simile a un copricapo azteco. La Settimana Santa Barcelgottese in realtà inizia il giovedì santo, con la Messa in Coena Domini, la lavanda dei piedi, e gli apostoli per le vie della città che, cercando il Signore, visitano i Sepolcri, altari con velette e erbe, allestiti nelle Chiese. Secondo tradizione i Sepolcri vanno visitati in numero dispari.



Festa di San Francesco di Paola

A Milazzo San Francesco di Paola, viene solennemente festeggiato la prima domenica di maggio, mentre due giorni dopo (solitamente di martedì) viene celebrata la festa della Berrettella, ossia il copricapo che il santo sovente usava indossare durante la sua permanenza a Milazzo, che si protrasse dal1464 al 1467.



Milazzo Film FEstival

Dal 2006 a Milazzo è organizzato annualmente un Festival Cinematografico, il Milazzo Film Festival, cui sono invitati lungometraggi e cortometraggi di provenienza internazionale. Tre le sezioni del festival sono presenti:

• "Polifemo", dove si racconta la modernità in Sicilia, in Europa e nel mondo, dal punto di vista siciliano;
• "Le Colonne d’Ercole", dedicata al cinema straniero;
• "Giardini di Dike", in cui sono raccontati i temi della giustizia, della solidarietà e delle infanzie difficili;
• "Lo Sguardo di Ulisse", premio assegnato ad una personalità esemplare per i nostri tempi.

Nella città è presente anche un festival canoro denominato "Promontorio d’Oro". Nel 2010 Milazzo ha ospitato la finale nazionale del Festival Pub Italiaed è stato set cinematografico del film Come un delfino diretto da Stefano Reali.



Carnevale a Cattafi

Il "carnevale cattafese", nella frazione di Cattafi, vede la sfilata di numerosi carri e mascherati, tra cui la tradizionale maschera degli "scacciuni", che ricordano gli abitanti del vecchio casale di Cattafi i quali, nel '500, riuscirono a scacciare un'orda di pirati saraceni.



La Novena Addolorata

A SAn Filippo del MEla dal 16 al 24 dicembre ha luogo, di fronte ad un'antica icona, addobbata in modo caratteristico, la tradizionale "Novena all'Addolorata", in cui i giovani musici del Corpo Bandistico "Amatori della Musica" dell'UPCF si esibiscono in un ricco repertorio di musica nataliza.



Settimana Santa a San Filippo del Mela

La Settimana Santa è teatro della grande "Sacra rappresentazione della Passione di Cristo", curata dall'Associazione Teatrale "Le Nuove Immagini". IlVenerdì Santo, dalla solenne processione penitenziale che culmina con l'incontro tra i simulacri dell'Addolorata e dell’Ecce Homo, con la partecipazione della secentesca confraternita di "Gesù Ecce Homo "A Fratellanza"' , i cui partecipanti indossano un tipico costume bianco, con cappuccio appuntito calato sul volto, e mantellina rossa. Quest'ultima manifestazione è curata dall'Associazione Culturale Università Popolare Comprensoriale Filippese.